Nel mio ultimo corso del 2024 con la @fastwebdigital academy il 18 novembre parlerò di identità professionale e valore. Come migliorare il proprio work model rendendolo più sostenibile? Ma come può il personal branding aggiungere valore e come?
Il primo elemento che io considero è sempre il legame tra contenuti, identità professionale e relazioni. Ciò che esprimo attraverso i miei contenuti è già in grado in grado di migliorare il valore del mio work model.
Quale sia il formato poco importa, basta che mi permetta di esprimere al meglio la mia personalità. Ma come può contribuire ad aumentare il mio valore?
Come una calamita: respingendo clienti e aziende che non mi sono affini e attirando viceversa quelli che si riconoscono nel mio modo di lavorare e di essere.
Prima di continuare una precisazione, oggi declino il tema identità/valore sul work model, quindi su un modello di sviluppo personale e di carriera, ma lo stesso discorso è applicabile in maniera speculare alle aziende, utilizzando il business model.
Ritornando però al work model, quello che raccomando sempre è di chiarire bene due aspetti: i tuo profilo valoriale e l’intenzione che ti muove, o il perché come direbbe @Simon Sinek.
Il profilo valoriale è fondamentale perché se non ho chiaro quali sono gli aspetti irrinunciabili della mia vita professionale e personale posso disegnare il work model più bello del mondo ma non funzionerà mai. Un credito va all’amico Mauro Cuomo che questo concetto me lo ha chiarito molto bene anni fa, ed è diventato uno dei miei mantra.
L’intenzione invece è la motivazione profonda che ti spinge a fare qualcosa, a parità di condizioni, è il vero motore del nostro destino come dice @Jack Kornfield.
Nel mio caso, per anni, ho pensato che la mia intenzione fosse raggiungere una certa dimensione di fatturato, però quell’obiettivo non veniva raggiunto quasi mai; vicino all’obiettivo a volte, a volte meno, e con un livello di frustrazione che puoi immaginare.
Ad un certo punto ho capito che la mia intenzione era completamente diversa, quello che mi muoveva non era una certa crescita economica, ma volevo che il mio lavoro mi facesse stare bene e, con me, tutto l’ecosistema che mi girava intorno: clienti, colleghi, fornitori e, ovviamente familiari.
Riconoscere questo nuovo paradigma, cambiarlo e dichiararlo pubblicamente ha cambiato il mio modo di essere, di comunicare e, conseguentemente, le mie relazioni professionali.
Mi sono accorto della fatica che facevo ad essere qualcosa di diverso, a rincorrere obiettivi non miei e di quanto non ne valesse la pena. Neanche a farlo apposta ieri mi è arrivata nell’inbox la newsletter di @Nicoletta Cinotti che parla proprio di questo.
Essere autentici sembra faticoso ma in realtà semplifica moltissimo, e costa molto meno, in termini energetici
L’autenticità ci rende automaticamente coerenti nel nostro agire nei nostri sì, ma soprattutto nei nostri no. @Francesca Viperli, quanti approfondimenti insieme su questi temi anche questa mattina.
Nell’autenticità anche talenti e competenze che ci contraddistinguono diventano più evidenti e desiderabili per chi, quei talenti e quelle competenze, non li ha e vorrebbe poterli utilizzare.
E anche qui cito di nuovo Mauro Cuomo: il cliente ideale è quello che dà molto valore a quello che a noi costa poco. Non che vale poco, attenzione a non cadere nel tranello.
Un mio grande amico @alessando nofi che era solito dire “ ma che ci vuole’ 5 minuti” erano 5 minuti per lui (costo bassissimo legato alla sua competenza digitale enciclopedica), ma erano ore faticosissime per i nostri clienti (alto valore).
Nel work model stiamo parlando delle cosiddette attività chiave, quelle che insieme alle nostre risorse chiave ci permettono di esprimere al meglio una o più proposte di valore: un alto valore per quel gruppo omogeneo di clienti (segmento), il minor costo possibile per noi.
Come diceva Oscar Wilde “Sii te stesso, tutto il resto è già stato preso”
Su questo e su molto altro lavoreremo nel workshop del 18 novembre dalle 9 alle 13 con la @fastweb digital academy
Ti ricordo che la partecipazione è gratuita. Ti puoi iscrivere qui.
Ma approfitto di questo post per raccontarti che sugli stessi temi branding, value proposition e business model, grazie alla Partnership con @Multimediamente, oggi sono in grado di attivare un percorso finanziato anche a livello aziendale.
Se sei un imprenditore o lavori in una PMI è un’occasione che coglierei ora, per poter iniziare il 2025 con il piede giusto.
Ovviamente sia nei percorsi personali che aziendali un po’ di mindfulness non manca mai, è un valore aggiunto, aiuta a scegliere la direzione giusta senza disperdere energia in mille rivoli. @carolina tarverso, quanto tempo è passato dal mio primo MBSR nel 2016.Grazie ancora per avermi aperto un mondo.
@fabiocampanile tu ne sai qualcosa visto che la direzione marketing dei Fratelli Giacomel mi ha sopportato per 9 mesi su questi temi.
Scrivo post su project management agile, business e work model e mindfulness
La mindfulness è il mio punto di partenza, il project management agile è il mezzo, crescere in salute il risultato.
Vogliamo scambiarci idee, esperienze o suggerimenti? Connettiamoci: 👉 Fabio Scafoletti https://www.linkedin.com/in/fabioscafoletti/
Hai trovato interessante questo post [repost] ♻️ 🙏
Hai un commento da aggiungere [comment] 🎤
#personal brand #brand #business model #workmodel
