Questo è un post dedicato ai padri ma che, ovviamente, possono leggere anche le madri. Ogni padre d’altronde ha sempre affianco, nel suo cammino, una madre.
È un post lungo, ti avverto prima, semmai leggilo a fine giornata.
Martedì sera sono corso a Malpensa per salutare mio figlio Mattia e la sua compagna di vita Nicole , che erano in partenza.
Dovrei dire moglie o la mia nuora ma ammetto che mi piace di più la sua compagna di vita, mi suona meglio, già la foto è indicativa ma capirete di più continuando a leggere.
Con loro i due figli: Leo di 3 anni e Mia di 5 mesi. E fino a qui non ti sto raccontando niente di particolare, il solito nonno che va a salutare i suoi nipotini in partenza.
Nella foto non si vedono perché sono coperti dai loro genitori, non è un caso però, ho scelto questa foto deliberatamente.
Ma perché mi sono scapicollato da Ivrea a Malpensa in poco più di 1 ora?
Perché non li vedrò per più di 2 mesi, infatti rientreranno l’8 gennaio del 2025.
Hanno programmato da tempo questo viaggio, questo è nel DNA di entrambi i genitori, un lungo viaggio che parte dall’Australia, arriva in Nuova Zelanda, Thailandia e Indonesia.
Due che hanno mollato tutto per rincorrere un sogno? Assolutamente no.
Hanno entrambi la testa molto sulle spalle, lavorano in due grandissime multinazionali del digitale, una carriera ben avviata ma… hanno deciso di cogliere l’attimo.
In maternità lei, in paternità lui. Un’occasione così non gli sarebbe capitata più e così l’hanno presa al volo (letteralmente).
Non è il primo di tanti viaggi intercontinentali che hanno fatto, infatti hanno deciso che la dimensione del viaggio, per loro e per i loro figli, è imprescindibile.
Ma è una storia che viene da lontano, se hai voglia di leggerla mettiti comodo, con qualcosa di caldo da bere tra le mani, in una giornata che qui a Milano oggi un po’ uggiosa.
Nel periodo tra il 2004 e il 2008 sono stato un “single di ritorno”, succede e non è divertente a 40 anni ritrovarsi da soli e con un figlio adolescente. Si hai capito bene, sono uno di quei rari casi in cui il figlio è affidato al padre.
In quegli anni vivevamo in un agriturismo biologico alle porte di Milano la Cascina Santa Brera, un posto magico, un crocevia di culture e nazionalità.
Ed è da S.Brera con sole, vento o neve che tutte le mattine, maledicendomi un po’ lo ammetto, Mattia prendeva il suo scooter 50 è si faceva 34 km tra andata e ritorno per andare al Liceo Virgilio di Milano dove studiava.
Un primo viatico di tutti i chilometri che avrebbe fatto negli anni a venire, ma allora ancora non lo sapeva…
È a S. Brera che Mattia ha incontrato viaggiatori di tutto il mondo, ed è da lì che è partito per fare 6 mesi di Università a Pechino. Da Pechino ha girato Cina, Tibet e, tornato in Italia, tra la fine degli esami e la discussione della tesi, è partito per vedere tutto il Sud Est asiatico.
Poi ci sono stati i 7 anni di Irlanda, l’incontro con Nicole e quella, che era una passione solitaria è diventata una passione di coppia e oggi di famiglia. Prima di sposarsi, e poi anche dopo, hanno girato mezzo mondo, Australia e Nuova Zelanda mancavano, era arrivato il momento giusto.
Quando ho scattato la foto che accompagna questo post mi sono commosso, loro erano lontani e non l’ho dato a vedere più di tanto. Due ragazzi giovani che hanno costruito tanto insieme, con entusiasmo, senza mai dimenticare quello che per loro era di valore.
Il loro work model è armonioso come coppia e come singoli. Riescono a vivere intensamente sia la loro vita di coppia che quella lavorativa, le amicizie insieme e spesso anche da soli.
Come dico spesso nel mio corso “Fai ciò che sei” non per forza per realizzarsi bisogna costruirsi un lavoro autonomo, però bisogna avere chiaro cosa si vuole e perseguirlo in modo determinato e costante, accettando qualche deviazione ma con una direzione chiara.
Di solito sono i padri che ispirano i figli, nel mio caso spesso accade il contrario.
Si usa dire che la mela cade vicino all’albero ma, questa volta mi sento di dire che non è così. Mio figlio è molto diverso da me, ed è molto meglio di me da tantissimi punti di vista.
La sua storia non è stata semplice, come sa chi mi conosce bene, ma il risultato spero che possa essere di supporto a chi magari (padre o figlio) sta vivendo un momento di sconforto genitoriale e/o filiale.
Questa mattina in aula per la @fastwebdigitalacademy ho parlato di business e work model e anche di come essere buoni genitori di noi stessi (su questo leggete il libro di @nicolettacinotti e vi si aprirà un mondo) e dei nostri figli, lavorativamente parlando.
Dedico a un po’ di padri in ordine sparso @andreaelestici @lucasegantini @claudiomolinari che conosco bene, e che hanno affrontato e superato momenti non sempre semplici, ma soprattutto ai padri che non conosco.
E ne approfitto per ringraziare, tra i tanti, alcuni autori, maestri (e padri) che mi ispirano ogni giorno per essere un padre e un professionista migliore: @danielenovra @albertopellai @lucamazzucchelli @umbertogalimberti
Grazie di cuore ❤️
Scrivo post su project management agile, business e work model e mindfulness
La mindfulness è il mio punto di partenza, il project management agile è il mezzo, crescere in salute il risultato.
Vogliamo scambiarci idee, esperienze o suggerimenti? Connettiamoci: 👉 Fabio Scafoletti https://www.linkedin.com/in/fabioscafoletti/
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#paternità #business model #workmodel #worklifebalance
